Ancora un fatto di sangue tra giovani nella periferia nord della città. La vittima ha 18 anni

Aggredita dal marocchino ubriaco «Non mi guardi mai». E la pugnala

TORINO 09/02/2010 - Lei, una ragazza di 18 anni, aveva notato più vol­te quel giovane marocchi­no, poco più grande di lei, che gironzolava sotto casa, nella zona di Barriera Mi­lano. Ma Daniela (il nome è di fantasia) non ci aveva mai fatto troppo caso e ave­va sempre tirato dritto, evi­tando di scambiare anche solo poche parole. Forse un saluto, qualche volta, ma niente di più. Domeni­ca sera, però, Daniela ha lasciato la sua abitazione per raggiungere alcuni amici e con loro trascorrere una serata in compagnia.
Giunta nell’androne ha vi­sto il solito ragazzo che questa volta, però, si diri­geva diritto verso di lei: «Si è avvicinato - ha poi rac­contato Daniela agli agenti del commissariato Barriera di Milano - e ho capito subito che era ubriaco, non era presente a se stesso».
Il giovane straniero ha apo­strofato la ragazza: « Tu non mi guardi mai - ha detto ad alta voce - non mi saluti, mi passi vicino sen­za dire una parola, come se io non esistessi. Tu mi vuoi male mi fai male...». Il ra­gazzo che è risultato avere 22 anni, non ha neppure terminato la frase e ha estratto un piccolo coltello serramanico poi, con un solo fendente, ha colpito Daniela alla mano sinistra. La ragazza ha gridato e in suo aiuto sono accorsi al­cuni passanti. E’ stata chia­mata un’ambulanza e sul posto sono arrivate le vo­lanti della polizia. Per for­tuna di Daniela, la ferita riportata era soltanto su­perficiale (se l’è cavata con alcuni punti di sutura) e la ragazza, portata al pronto soccorso, è stata dimessa poco dopo.
Intanto i poliziotti inco­minciavano a perlustrare le strade adiacenti a via Martorelli. Il giovane ma­rocchino, Yassine Saadi, veniva ben presto indivi­duato e fermato. nelle sue tasche gli agenti hanno tro­vato il coltello ancora spor­co di sangue e anche una certa quantità di droga, «si tratta di un pusher già noto alle forze dell’ordine».
Il giovane ha ammesso su­bito le sue responsabilità: «Io non volevo far male a quella ragazza, ero ubriaco - ha confessato il giorno seguente - e non ci ho visto più. Quella ragazza mi pia­ce molto, io avevo provato a farmi notare ma lei non mi ha mai detto una parola e io mi sono sentito offe­so ».

[m.bar.]



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