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La replica dell'azienda: "Non abbiamo eluso il fisco, anche le altre aziende di trasporto fanno così"

Finanza sul tram: evasi 130 milioni
di euro, ed è bufera su Gtt

TORINO 21/12/2007 - Per qualche giorno dalle parti di corso Turati potranno anche non pensare alle mancate promesse di Romano Prodi sul prolungamento della metropolitana. Per il Gruppo Torinese Trasporti, infatti, c’è un’altra grana da affrontare: 130 milioni di euro non versati all’erario.

È questo il conto che la Guardia di Finanza ha presentato alla società pubblica di trasporti, interamente partecipata dal Comune di Torino. Secondo le Fiamme Gialle, Gtt non avrebbe conteggiato 70 milioni di euro ricevuti da Stato e Regione e altri 60 milioni erogati da Palazzo Civico. Accuse alle quali la società ha prontamente replicato: «Gtt non ha agito per evadere o eludere il fisco».

La verifica fiscale

La Guardia di Finanza non ha dubbi: Gtt ha sottratto all’erario 130 milioni di euro (che rappresenta quasi un terzo del valore della produzione messa a bilancio nel 2005, 423.113.685 milioni di euro). È quello che è emerso nel corso di una verifica fiscale. Gtt non ha conteggiato, nella base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, 70 milioni di euro ricevuti dallo Stato e dalla Regione Piemonte quali contributi per la copertura degli oneri connessi ai rinnovi del contratto nazionale del lavoro negli anni 2004, 2005 e 2006.

Secondo la disciplina tributaria, infatti, tra i proventi di esercizio rientrano tutti quei contributi previsti ed erogati a norma di legge. E tra questi contributi rientrano, secondo le Fiamme Gialle, anche le forme di aiuto direttamente correlate ai cosiddetti “costi di gestione”, come i costi del lavoro.

Ma non è tutto. Durante la verifica fiscale della Guardia di Finanza, è emerso che la società di trasporti si è “dimenticata” di conteggiare nella base imponibile ai fini dell’Irap (Imposta Regionale Attività Produttive) contributi per 60 milioni di euro, contributi erogati dal Comune di Torino negli anni 2003, 2004 e 2005 quale copertura delle perdite di esercizio della gestione del trasporto pubblico locale.

La replica della società

Insomma, un bel problema per Gtt, che però ha sottolineato di non aver cercato di «evadere o eludere il fisco». Anche perché la società non ha fatto altro che “imitare” il comportamento di altre aziende di trasporto pubbliche. E i contributi non sono stati conteggiati soltanto dopo aver ricevuto il via libera da un pool di avvocati.

«L’azienda - hanno infatti precisato dalla sede di corso Turati - ha agito coerentemente con quanto disposto dall’articolo 3 della legge 18/1989 che esclude dal pagamento delle imposte i trasferimenti di risorse finanziarie che non costituiscono componenti positive del reddito. La decisione è stata presa a seguito e col sostegno di un parere legale. Lo stesso comportamento, peraltro, è stato adottato da molte aziende di trasporto pubblico». Il Gruppo Torinese Trasporti, comunque, non si tira indietro: «A seguito di eventuali contestazioni formali Gtt si impegna ovviamente a fornire tutte le indicazioni a supporto della decisione presa».


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