Ma il Comune non cambia idea: nessuna estensione del servizio
I disabili bloccano il centro contro i tagli dei buoni taxi
TORINO 09/02/2010 - Una piccola vittoria per il Coordinamento interassociativo disabilità nella battaglia per i buoni taxi è arrivata dopo un lungo pomeriggio di animate proteste sotto le finestre di Palazzo Civico. In realtà, nelle nuove disposizioni comunali, cambia poco. Il Comune ha ceduto infatti soltanto su una parola, definendo sperimentali i nuovi criteri per l’inserimento al servizio previsti dall’ultima delibera di giunta. Nessun buono in più o radicali cambiamenti per fasce orarie o il servizio a chiamata ma, per i 350 nuovi inserimenti in lista d’attesa, una «sperimentazione che metta in condizioni di uguaglianza tutti i cittadini e le cittadine ».
Dopo circa due ore di trattativa, presenti il sindaco, Sergio Chiamparino, gli assessori ai Trasporti e alle Politiche sociali, Maria Grazia Sestero, e Marco Borgione, la lettura dei punti fondamentali nell’accordo raggiunto. «A partire da aprile si avvierà per sei mesi una sperimentazione per estendere l’attuale servizio a nuovi utenti, cercando di integrare le nuove modalità con quelle già poste in essere» e «si avvierà un tavolo di concertazione con l’obiettivo di accompagnare la sperimentazione nel contesto complessivo di aggiornamento del regolamento».
Il braccio di ferro, in materia, dura da mesi. «La delibera che determina i nuovi criteri per l’assegnazione di buoni taxi ai disabili è il frutto dei continui tagli che la maggioranza ha effettuato sulle voci del bilancio destinate alle persone in difficoltà - commenta Roberto Ravello, capogruppo di An-Pdl in Comune -. Riteniamo sia inammissibile che si negozi il diritto alla mobilità a causa delle poche risorse destinate ad un servizio essenziale per i cittadini e giudichiamo inaccettabile la politica di tagli ai servizi primari che, in soli due anni, ha portato alla riduzione di 500 mila euro dei fondi per il servizio di trasporto disabili».
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