Il viaggiatore dimezzato
09/02/2010 - Questa è la parabola del viaggiatore dimezzato. O se preferite del disabile gabbato. In ogni caso, la presa d’atto di come le ferrovie hanno risolto il problema delle barriere architettoniche che sbarrano la strada ai disabili. Soluzione drastica: non li imbarcano sui treni. E qualora il disabile fosse così solerte dal fare il biglietto con largo anticipo, per sé e per il proprio accompagnatore, scegliendo di viaggiare sul Frecciarossa e non su una tradotta per pendolari, hanno studiato persino il sistema per non restituire per intero la somma versata, trattenendosi a mo’ di indennizzo per un servizio negato, il 60 per cento del maltolto. Ma andiamo con ordine. Venerdì scorso un esperto di informatica (il mestiere non c’entra manon voglio privarvi di nessun particolare di cronaca) con seri problemi motori, prenota con larghissimo anticipo due biglietti per il Frecciarossa di lunedì (ieri) delle 8,40 diretto a Milano Rogoredo. E poi chiede, come si fa in questi casi, l’assistenza disabili alla stazione Porta Nuova di Torino. Gli rispondono, con un qualche imbarazzo, che a Torino l’as sistenza è garantita, ma che a Milano Rogoredo ci sono problemi e che sarebbe meglio cambiare treno e soprattutto cambiare stazione. Scegliendo per esempio Porta Garibaldi. Il nostro esperto che chiameremo Beppe per semplificare (un po’ come fanno i notai che abbreviano sempre) risponde che no, Porta Garibaldi non va bene, che un altro treno significa un altro orario di partenza e di arrivo, che ha appuntamenti già fissati. E aggiunge che ha già i biglietti. Anzi che è stato fortunato perché al momento dell’acquisto ha colto al volo l’opportunità di acquistare due posti al prezzo di uno. Ancora più imbarazzato l’operatore del servizio disabili di Torino si sfila dalla trattativa e passa la palla a Milano. Un collega, altrettanto gentile ma fermo, ribadisce il concetto: no Frecciarossa, no servizio assistenza. Insomma no viaggio. Il nostro Beppe per quanto avvezzo alle filosofie zen si altera il giusto ma la risposta è secca: se non accetta il cambio di treno e di stazione componga il 199.892021 e segua le procedure per il rimborso. Ormai piegato alla cattiva sorte sempre il Beppe pigia 199.892021 e segue le procedure. Ma qui, con comprensibile disappunto scopre che, trattandosi di biglietti in promozione (186 euro andata e ritorno!) il rimborso è pari al 70 per cento della sola andata. Sul ritorno, nisba, niente, niet. Morale della favola: il Beppe da oggi non è solo un disabile rifiutato dalle FS ma, parafrasando Calvino, anche un viaggiatore dimezzato. Al solito, amabile Dr. Moretti, capintesta di Trenitalia, i nostri più sentiti complimenti.
beppe.fossati@cronacaqui.it