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Improvvisare o risolvere?
09/02/2010 - Cavalli in piazza, ciclisti e pedoni finalmente padroni della strada della città. Bene, se l’obiettivo era la celebrazione di una domenica a piedi, è stato centrato. Non a caso usiamo la parola “celebrazione”: perché indubbiamenteuna domenica a piedi ogni tanto può essere vissuta o “venduta” come un’occasione di festa. Ma da qui a dire che si tratti di un sistema per combattere l’inquinamento che affligge la nostra città, onestamente ce ne corre. E difatti basta dare un’occhiata ai dati per accorgersi che proprio nella giornata di domenica i livelli di Pm10 sono stati piuttosto alti. Persino più di una settimana fa, senza blocchi. Un bel paradosso, non c’è che dire. I perfidi potrebbero anche ironizzare sostenendo che, potenziando il servizio, Gtt ha messo in servizio molti più autobus, compresi i vetusti bus con vent’anni di strade nelle ruote e valori inquinanti da far impallidire chiunque. Gli ottimisti, invece, potrebbero ribattere che una giornata di blocco per di più festiva - non serve a niente e occorrerebbero molte più giornate di stop, magari consecutive. La realtà è che bloccare le auto è sempre la soluzione più semplice. Una soluzione a portata di mano, che non necessita di grande impegno, cui fare ricorso anche se non serve a niente, perché dà l’impressione che chi di dovere qualcosa faccia. Giova ricordare, comunque, che l’emergenza attuale - non solo a Torino, ma a livello nazionale - è frutto di una a dir poco miope politica ambientale. Ed è qui che occorrerebbe mettere mano. Ma certo non con iniziative sporadiche a livello locali, bensì con una concertazione più ampia e condivisa, al di là degli schieramenti politici. E forse è qui che viene il difficile... andrea.monticone@cronacaqui.it |