Arrestato uno dei responsabili

Raffica di rapine a Porta Palazzo. Una vittima finisce in ospedale

TORINO 09/02/2010 - Il trucco era vecchio, ma sempre efficace: uno spinge la vittima, l’altro strappa la catenina che porta al collo. L’ultima volta, però, lo spin­tone è stato troppo violento e un uomo di 59 anni è finito in ospedale, con una spalla lussata e 30 giorni di progno­si. Prima però, ha fatto in tempo ad indicare ai carabinieri uno dei pro­pri aggressori.
E’ successo tutto domenica, poco prima di mezzogiorno, nel Balon, il mercato dell’usato di Porta Palaz­zo. Tra le bancarelle si aggirano Issam Chaouki, marocchino di 21 anni, e un suo complice. In realtà non sono minimamente interessati alla merce esposta dai commer­cianti: loro puntano alle collane dei clienti. I carabinieri, dall’i ni z i o dell’anno, hanno ricevuto decine di segnalazioni e denunce su una coppia di rapinatori che agisce in zona, usando sempre la stessa tecnica e che riescono immancabilmente a far perdere le pro­prie tracce. Questa volta però qualcosa non va bene: il 59enne aggredito rovina a terra e si lussa una spalla. Nonostante il dolore, afferra il cellu­lare e chiama il 112. I carabinieri del Nucleo radiomobile si precipitano sul posto e vengono subito avvicinati anche da un’altra coppia, che denuncia di aver subito un’aggres­ sione analoga pochi minuti prima. I militari si mettono così sulle trac­ce dei malviventi. In via Cottolengo incrociano un marocchino che cor­risponde alla descrizione fornita dalla vittima. Scatta l’inseguimen­to e il malvivente cerca scampo in via Andreis, dove si rifugia sotto un carro attrezzi. Ovviamente il na­scondiglio non basta ad evitargli l’arresto per rapina aggravata in concorso, lesioni e ricettazione. Il malvivente infatti in tasca ha un’al­ tra catenina, evidentemente frutto di una terza rapina commessa in mattinata. Ora le indagini dei cara­binieri proseguono, nel tentativo di individuare il complice del marocchino e riu­scire ad attribuire ad entrambi anche le altre rapine commesse in zona in queste settimane.


Claudio Neve



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