In aumento dell’82% rispetto all’anno scorso Sono oltre 66mila i lavoratori interessati
Un altro gennaio nero. Le ore di "cassa" superano i 60 milioni
TORINO 09/02/2010 - Rimane elevato il ricorso alla cassa integrazione in Piemonte. A gennaio 2010 si registra un significativo aumento rispetto allo stesso mese del 2009, anche se una leggera frenata viene invece rilevata rispetto a dicembre dello scorso anno. Sono alcuni dati contenuti nel tredicesimo rapporto sulla cig diffuso ieri dalla Uil Piemonte.
A gennaio 2010, le ore di “ ca ss a” au torizzate in Piemonte sono state 30,5 milioni per la cassa integrazione ordinaria e 32,7 milioni per quella straordinaria. La prima diminuisce rispetto a dicembre del 22,2%, ma nel confronto con gennaio 2009, fine del primo trimestre della crisi, l’aumento è ancora elevato, a quota +60,9%. Per quanto riguarda la cassa straordinaria, gli stessi raffronti valgono - 34,4% su dicembre 2009, ma + 133,3% rispetto a gennaio dello stesso anno. La differenza sul totale ammonta a 28% nel rapporto con dicembre e + 86% rispetto a gennaio 2009.
I lavoratori in cassa integrazione sono circa 66mila, calcola la Uil, quasi 26mila in meno in confronto a dicembre 2009 ( 28,1%), ma 30mila in più rispetto a genn a i o d e l l o stesso anno. Significativo anche l’aumento dell’utilizzo della cassa straordinaria, segno che molte imprese hanno esaurito le 52 settimane a disposizione.
«Sarebbe importante - commenta Giovanni Cortese, segretario generale Uil Piemonte - prendere in considerazione la possibilità di aumentare l’assegno mensile per i cassaintegrati, che oggi è fissato all’80% della retribuzione, con un limite massimo di 886 euro, che salgono a 1.065 per coloro che superavano 1.917 di stipendio».
Secondo Cortese, «questo è il momento di incoraggiare e stimolare l’economia con provvedimenti utili alla ripresa, quali il supporto all’innovazione e alla ricerca, l’in t er na z io na li z za zi one delle imprese, facilitazioni per l’accesso al credito. Se si vogliono far realmente ripartire i consumi interni - conclude il segretario Uil - è necessario investire le poche risorse disponibili per diminuire la pressione fiscale a carico dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, rinnovare i contratti di lavoro, intensificando, inoltre, i controlli sulle dinamiche dei prezzi e delle tariffe».